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Visualizzazione dei post con l'etichetta fotografia

UNA FOTO AL GIORNO: ABRACADABRA

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  Questa è una foto che scattai più di dieci anni fa. Recentemente l'ho ritrovata perché me l'ha riproposta Facebook come ricordo. Guardandola mi sono domandata, chissà quel gabbiano che fine ha fatto quel gabbiano. .. chissà se è ancora vivo?  Ma quanto vivono i gabbiani? Comunque secondo me ormai probabilmente è morto.  Nella mia fotografia vivrà per sempre, a questo servono infatti le fotografie: a fissare l'attimo e a farlo rimanere eterno. Questa è una cosa che mi ha sempre affascinata perché è una specie di magia: la luce fissa l'immagine e crea l'eternità. Non è solo fisica, è anche un piccolo abracadabra. © Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: FOTOGRAFANDO

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© Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: FOTOGRAFARE I RICORDI

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© Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: UN MONDE FLOTTANT

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Jacques Henri Lartigue è sicuramente fra i miei primi cinque fotografi preferiti.  Perché? per tantissimi motivi, alcuni non spiegabili dal momento che sono legati a delle sensazioni personali, altri invece sono ben riassunti qui sotto, in un estratto dell'introduzione dell'esposizione che si tenne a Nizza alcuni anni fa. "Molto presto in J. H; Lartigue, memoria e felicità apparirono come delle realtà incerte: il tempo passa così in fretta che anche le persone che abbiamo amato non sono poi più consistenti dei fantasmi. La genialità del fotografo consiste nel catturare non i ricordi o la felicità, ma ciò che fa la loro assenza, la fragilità. Nelle sue fotografie gli esseri sono sballottati dai flutti, frustati dalle burrasche o rapiti dal bagliore del sole. Il loro corpi sono strappati dal loro luogo di origine, portati via da un turbinio in cui liquidità e aere si mescolano: privi di un involucro solido, avanzano al tempo stesso liberi e minacciati e mai al s...

LA FELICITÀ, QUESTA SCONOSCIUTA: MARCELLO MENCARINI, FOTOGRAFO

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UNA FOTO AL GIORNO: APPUNTI

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LA FOTOGRAFIA È ARTE?

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La fotografia aprì gli occhi intorno al 1830 e quindi fiorì nello stesso periodo in cui si diffusero socialismo e psicoanalisi. Quando era ancora più o meno agli albori venne definita una non arte da Charles Baudelaire ; ad esser più precisi egli diceva che “ la fotografia non è un’arte. L'immaginazione è la regina delle facoltà, e la fotografia non richiede immaginazione. Un'opera d'arte esprime il mondo interiore dell'artista. È il suo spirito che ordina e che è arbitro supremo. La fotografia è documentaria per natura. Fornisce informazioni. Può servire le arti, ma in forma minore. Attesta dei dettagli, degli indizi, ma non può esprimere un piano, un'idea o un sogno. È solo il residuo di un modello ”. L’arte del XX secolo ha preso però, come ben sappiamo, la direzione opposta a quello che aveva preconizzato Charles Baudelaire. ( continua a leggere )  © Monica Cillario per Osservatorio Digitale   Tutti i diritti riservati, la pubblicazi...

STAMPARE PER NON DIMENTICARE

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Fotografia di Giulio Limongelli stampata in camera oscura da file digitale su carta Ilford Portfolio   Giorni fa ho letto un’opinione espressa da Sebastião Salgado che diceva così: La fotografia è in via di estinzione: le restano al massimo 20 o 30 anni di vita . Siccome Salgado non è proprio il primo che passa per la strada, anzi è uno dei fotografi viventi fra i più premiati e apprezzati al mondo, le sue parole mi hanno fatto riflettere, molto. Il famoso fotografo brasiliano sostiene che la fotografia sta soccombendo e la sua estinzione è dovuta al fatto che quello che vediamo su Instagram o sui telefoni cellulari non è fotografia. Non lo è per un motivo molto semplice: “ La fotografia è un oggetto materializzato che si stampa, si ha, si guarda (…) è ciò che i tuoi genitori hanno fatto quando tu eri bambino. È qualcosa di intrinseco, che si tocca. Oggi esistono solo immagini e le immagini non sono fotografia e il processo di eliminazione della fotografia è...

UNA FOTO AL GIORNO: 14 FOTOGRAFI IN CERCA D'AUTORE

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Un libro con 200 fotografie di scrittori italiani dagli anni 70 ad oggi realizzate dai fotografi dell’agenzia fotogiornalistica Rosebud2. Il volume contiene una presentazione di Paolo Di Paolo e una riflessione di Grazia Neri. Fino al 31 dicembre solo 19,50 euro anzichè 24,50 euro

LA FOTOGRAFIA DI MATRIMONIO, UN PO' DI STORIA

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Le spose non sono solo quelle di maggio, ci si sposa infatti anche in estate, oppure in autunno o – perché no? – d’inverno (e a questo proposito, tempo fa ho letto su una rivista specializzata che dicembre è un mese molto gettonato per sposarsi). Un matrimonio può essere più o meno sfarzoso, a seconda non solo del budget a disposizione ma anche dei gusti, però una voce che non manca mai nella lista dell’organizzazione è quella delle foto. Ma cosa sappiamo delle origini della fotografia di matrimonio? Personalmente, lo ammetto senza remore, prima di documentarmi ne sapevo bene poco. Ad esempio ignoravo che ( continua a leggere )   © MonicaCillario per Osservatorio Digitale   Tutti i diritti riservati, la pubblicazione anche parziale del testo, viola i diritti di ©   

GIOVANNI GASTEL: LA FOTOGRAFIA E' UNA SCELTA DI SOLITUDINE

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Ho sempre amato molto non solo il lavoro fotografico di Giovanni Gastel , ma proprio Giovanni Gastel come persona; tante sono le cose della sua attività ma anche del suo carattere che mi hanno colpita nel corso degli anni. Ciò che di lui mi ha indubbiamente più incuriosita è però la sua convinzione che in realtà la fotografia nasca oggi. Ossia, lui ritiene che l’elettronica legata alla fotografia in qualche modo segni la nascita della fotografia e la sua trasformazione in linguaggio. In un’intervista rilasciata ad Enrico Ratto (“ Giovanni Gastel: non c’è limite alla creatività ”, di cui consiglio la lettura integrale reperibile su internet), Gastel ha affermato che: “attraverso gli iPhone noi parliamo al mondo tramite le fotografie”. Il fatto che oggi tutto il mondo abbia una macchina fotografica lo rende felice, perché quando insegnarono a scrivere a tutti, gli scribi pensarono che sarebbe stata la fine e invece fu proprio lì che nacque la scritt...

JACQUES HENRI LARTIGUE E L'OSSESSIONE DEL TEMPO CHE FUGGE

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Zissou dans le vent de l’hélice d’Amerigo       Se parlando di questa foto dicessi che è di Cartier-Bresson, io son pronta a scommettere che la stragrande maggioranza di voi ci crederebbe, almeno di primo acchito.Invece è di Jacques Henri Lartigue , che ora è considerato come uno fra i più grandi fotografi del secolo scorso, ma che ha dovuto attendere molto prima di esser riconosciuto come tale; e quando, durante un suo viaggio negli Stati Uniti, venne scoperto da John Szarkowski – all’epoca giovane conservatore del Dipartimento di Fotografia del MoMa – aveva ormai passato la sessantina e fu lui stesso il primo a sorprendersi, dato che fino a quel momento si considerava soprattutto un pittore, più che un fotografo. Nel 1963, all’età di sessantanove anni, Lartigue espose per la prima volta alcune sue foto al pubblico e lo fece al MoMa di New York; nello stesso anno la rivista LIFE gli dedicò uno speciale in cui pubblicò il suo portfolio...

ANDAR PER MOSTRE: JACQUES HENRI LARTIGUE, UN MONDE FLOTTANT

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A Nizza, al Théâtre de la Photographie et de l’Image Charles Nègre, potete ammirare una mostra fotografica bellissima, che vi riporterà indietro nel tempo, e vi farà percorrere l'eleganza di un secolo ormai definitivamente alle nostre spalle.  Théâtre de la Photographie et de l’Image Charles Nègre, fino al 25 settembre 2016   Ingresso €10   Tutti i giorni, salvo il lunedì, il 1° gennaio, la domenica di Pasqua, il 1° maggio e il 25 dicembre 27, boulevard Dubouchage 06364 NICE CEDEX 4 Téléphone : +33 (0)4 97 13 42 20 Télécopie : +33 (0)4 97 13 42 23 E-mail : theatre.photo@ville-nice.fr Tous les jours sauf le lundi, le 1er janvier, le dimanche de Pâques, le 1er mai et le 25 décembre 10h - 18h

ELLIOTT ERWITT

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È uno dei fotografi più ironici in assoluto, non solo nei tratti caratteriali ma anche nei suoi scatti. Sto parlando di Elio Romano Erwitz, al secolo Elliott Erwitt . Francese di nascita, ma ebreo russo per origini familiari, le sue foto in bianco e nero hanno fatto il giro del mondo. Nato a Parigi nel 1928, ha trascorso gli anni della prima infanzia in Italia fino al 1938; poi, successivamente alla proclamazione delle leggi razziali, lui e i genitori hanno dovuto lasciare il nostro Paese per emigrare negli Stati Uniti, dove Erwitt ha studiato fotografia al Los Angeles City College. In gioventù ha seguito l’esercito americano prima in Francia e poi in Germania come assistente fotografo, per essere assunto in seguito per lavorare ad un progetto fotografico per la Standard Oil. Dopo essersi, per così dire, “fatto le ossa” come assistente fotografo, ha cominciato a camminare sulle proprie gambe proponendosi come free-lance e collaborando ad importanti riviste fot...

GIORNATA MONDIALE DELLA FOTOGRAFIA: LA PRIMA VOLTA DELLA FOTOGRAFIA

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Robert Cornelius: il primo selfie della storia La fotografia è ormai parte integrante dell’esistenza di ognuno di noi: da quando i telefonini sono diventati l’estensione del nostro braccio, alzi la mano chi non ha mai scattato almeno una foto con il cellulare. Siamo circondati da immagini, tanto che la nostra può tranquillamente essere definita la societá delle immagini; ma quand’è che tutto è cominciato? Quando, scusate il gioco di parole, è stata scattata la prima fotografia della storia della fotografia? Insomma, quando e dove è nata la fotografia? Ebbene, ça va sans dire, la fotografia è nata in Francia, più precisamente in Borgogna. Andiamo però con ordine e diciamo così: la prima fotografia della storia, conosciuta con il titolo di Point de vue du Gras, venne scattata in Borgogna dal francese Nicéphore Niépce nell’ormai lontano agosto del 1826. La foto, presa dalla finestra della casa di Niépce, a Saint-Loup-de-Varennes, nei pressi di Chalon-sur-Saône, i...

ROBERT DOISNEAU

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Ostinato nella sua convinzione di voler fermare il tempo che fugge, Robert Doisneau è stato sì un fotografo francese, ma soprattutto è ricordato come uno dei più popolari fotografi al mondo (del mondo ormai alle nostre spalle, quello immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale). Robert Doisneau è stato più pescatore di immagini che non cacciatore di immagini - e la differenza c’è e non è sottile. La sua fama è legata soprattutto al suo sguardo leggero sulle strade di Parigi, la città che Doisneau ha saputo dipingere con la luce della sua macchina fotografica e con la sua incredibile sensibilità. Nato agli inizi del secolo scorso, il Novecento lo ha praticamente percorso tutto o quasi: era del 1912 ed è morto nel 1994. Ha vissuto una giovinezza grigia, dietro alle tende di pizzo di una famiglia della piccola borghesia. All’età di 15 anni imparò il mestiere di incisore alla scuola Estienne e in principio lavorò come disegnatore di etichette farmaceutiche. ...

I RENCONTRES D'ARLES 2016: UNA ROTTURA NELLA CONTINUITA'

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Di Arles, Osservatorio Digitale se n’è occupato a più riprese (l’ultimo in ordine di tempo è  il pezzo “ Arles senza i Rencontres ”, uscito a febbraio 2016), ma continuare a parlarne non è peccato, poiché questo piccolo paesino della Francia ogni estate dà vita ad uno dei pochi Festival in cui la fotografia è davvero al centro del mondo. Come sicuramente avrete capito sto parlando dei Rencontres de la Photographie , che in questa edizione si presentano particolarmente “incisivi”… a cominciare dai manifesti. Quest’anno saranno 137 gli artisti esposti, così recita il quadro del programma ufficiale, ma la cifra sarà sicuramente decuplicata, come accade a ogni edizione, dalle centinaia di fotografi presenti nel circuito Off del Festival (che di “off” ha solo il nome, poiché ospita spesso nomi di riguardo, che sono esposti nelle varie gallerie e nei diversi spazi  sia dentro la cittadina che negli incantevoli d’intorni). Per il secondo anno consecutivo la di...

INCONTRI ROMANI: GERALD BRUNEAU

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Gerald Bruneau, fotografo- Roma, aprile 2016

A SPASSO CON ME: VIAGGIO AD ARLES

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Sono stata ad Arles per il mio lavoro di fotografa e per avere materiale per scrivere il mio prossimo pezzo per Osservatorio Digitale ; però Arles è anche intrinsecamente legata a Van Gogh, che vi soggiornò per un certo periodo, e siccome hanno da poco aperto la Fondation Van Gogh , ovviamente non ho perso l'occasione di visitarla: è un luogo davvero molto bello, con un'architettura moderna e animato da diversi eventi durante tutto il corso dell'anno e inoltre sono stata piacevolmente stupita da due cose.  - La prima: avevo con me la mia cagnolina, di piccola taglia e che tenevo dentro una borsa, d'accordo, ma pur sempre di un cane si trattava e alla Fondazione... l'hanno lasciata entrare senza batter ciglio (ed ha potuto entrare anche quando sono ritornata la sera, per ascoltare una conferenza su un ciclo di incontri incentrati su Van Gogh, la sua opera e la sua personalità). - La seconda cosa: alla biglietteria ho dato una banconota da 10 euro per pagare ...

APPUNTI DI FOTOGRAFIA

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Autoritratto con Koudelka- Arles 2016 Sono andata a trovare Graziano Arici , un amico fotografo che è amico di Josef Koudelka , ma amico proprio da anni e anni e amico proprio amico e mi raccontava che: quando è venuto ad Arles per i Rencontres , una sera sento bussare alla porta, apro e mi trovo davanti Josef; era l'ora di cena e mi ha detto "c'è un piatto di pasta anche per me"? Poi Graziano mi ha raccontato anche molte altre cose , tipo che... © MonicaCillario , dal Diario di una fotografa  Tutti i diritti riservati, la pubblicazione anche parziale del testo, viola i diritti di ©