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EMAK BAKIA

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Se dico Emmanuel Radnitsky , a molti di voi non verrà in mente nulla; ma se invece dico “ Man Ray ”, subito vi si accenderà una lampadina. Man Ray è però in realtà uno pseudonimo che lui stesso si scelse intorno ai primi anni dieci del Novecento; letteralmente significa “uomo raggio” e la locuzione latina nomen omen (che vuol dire il nome è un presagio), non fu mai tanto azzeccata. E lo fu perché più tardi Man Ray scoprì una tecnica - quella per cui è maggiormente ricordato - chiamata solarizzazione. Continua a leggere
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UNA FOTO, UNA STORIA:  Man Ray: Il Violino d'Ingres, 1924 Il violino d'Ingres Quest'opera sperimentale del fotografo e pittore americano Man Ray utilizza un cliché  preso dalla sua amica e musa ispiratrice Alice Prin, più nota con il nome di Kiki di Montparnasse, il cui corpo così perfetto, come affermava lui stesso, "poteva ispirare qualunque pittore dell'Accademia".  A riprova di ciò, Man Ray disegnò con matita e inchiostro di China le due "effe" per metamorfizzare in violino  il corpo armonioso della modella. Il dorso chiaro della giovane donna contrasta con le due forme scure e con lo sfondo della scena. Questo capolavoro, caro ai Surrealisti per il parallelo fra il corpo di una donna e uno strumento musicale, è appertenuto per molto tempo ad André Breton, che è stato il loro capofila.