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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ricordi

UNA FOTO AL GIORNO: SIETE PRONTI PER LA COLAZIONE DI NATALE?

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  La mattina di Natale, ogni anno, ricordo le colazioni della mattina di Natale ai tempi dei miei genitori: solitamente eravamo in montagna, per le vacanze invernali; mi svegliavo a metà mattinata e facevamo colazione tutti insieme, la mia mamma, il mio papà, mia sorella ed io. Mio papà quella mattina faceva due eccezioni: prendeva una tazzina di caffè con noi (mentre di solito gli altri giorni prendeva il caffè al bar) e assaggiava una fettina di pandoro e già questo era per me un segnale della festa, dell'eccezionalità data dalla festività speciale. Inoltre era l'unica mattina dell'anno in cui tutti insieme stavamo seduti ad un tavolo per far colazione e credo sia - anche- per questo che ricordo quelle colazioni, così rare nella mia famiglia fatta di individualisti.  La mattina di Natale però la ricordo anche per un'altra cosa: era il 25 Dicembre del 1977, io avevo 10 anni e per radio sentimmo la notizia che Charlie Chaplin era morto... quando ero piccola Charlot era ...

UNA FOTO AL GIORNO: ROSSO NATALE

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  Il colore del Natale, per eccellenza, pare essere il rosso. Ricordo che il primo albero del mio primo Natale fuori dalla casa dei miei genitori, il mio primo albero da adulta, diciamo così, fu proprio un albero con tutte le decorazioni rosse: palline rosse, festoni, fiocchi e addobbi, tutti rossi; se chiudo gli occhi ancora lo vedo: alto come me, nell'angolo del soggiorno della casa in via di Bellariva a Firenze. Chissà chi abita ora in quell'appartamento e chissà come decorerà l'albero... e chissà se lo farà, perché magari ora in quell'appartamento potrebbe abitarci anche qualcuno che il Natale non lo festeggia, vatti a sapere!?! Poi, successivamente, quando venni a Roma, feci un albero con decorazioni rosse e oro e, quando cambiai un'altra volta casa ( e anche compagno), decisi di farne un altro con decorazioni monocolore, tutte dorate. A Nizza invece, il nostro albero è sul tono del bianco, del blu e dell'argentato e le decorazioni sono fatte di palline e d...

UNA FOTO AL GIORNO: I RICORDI

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© Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: I RICORDI

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Perché, guardandosi indietro, quel che era bello si rivela fragile una volta venute a galla le odiose verità che nascondeva? - Bernhard Schlink- © Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: RICORDI- CANNES 2017

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©PhilippeLombard

UNA FOTO AL GIORNO: FOTOGRAFARE I RICORDI

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© Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: SOUVENIR DE NICE

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Ricordi in scatola. © Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: UN TUFFO NEGLI ANNI '80

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L'altro giorno ero in coda alla cassa del supermercato, alzo gli occhi e li vedo: gli eau jeune, i profumi della mia adolescenza. Pensavo non esistessero nemmeno più... Ho subito pensato:  toh, un tuffo negli anni Ottanta,  e quasi meccanicamente non ho resistito alla tentazione di fotografare quello spicchio della mia adolescenza che faceva capolino dagli scaffali di un anonimo supermarché francese e ho dovuto per forza fotografarlo, quello spicchio inaspettato. In realtà i vari Eau Jeune sono stati lanciati sul mercato alla fine degli anni Settanta (e infatti fanno molto Febbre del Sabato Sera versione molto coatta, almeno nel mio immaginario); io però ero adolescente negli anni della Milano da bere e non in quelli della Febbre del sabato sera, quindi a me ricordano gli anni '80. " L'orientale " (note di testa: melograno, carambola e amaretto; note di cuore: gelsomino, peonia e ibisco; note di base: fava tonka e mirra) me lo spruzzavo il sabato...

UNA FOTO AL GIORNO: IL LABORATORIO DELL'HIRONDELLE

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Mi ricordo che quando ero molto piccola, quegli uomini di cera mi facevano una gran paura, però non riuscivo a staccar loro gli occhi di dosso ed ero quasi attratta da questa paura mista a curiosità. Mi aspettavo che da un momento all'altro si muovessero e venissero a portarmi via, a farmi del male e al tempo stesso, ogni volta che venivo al Museo Oceanografico, non vedevo l'ora di vedere il laboratorio dell'Hirondelle. Mi avvicinavo piano piano dando la mano a mia mamma e stringendogliela più forte una volta arrivata là davanti mentre rimanevo lì, immobile, a fissarli.   Ci ritorno sempre anche ora che so che le paure vere sono altre e che non ho più la mano di mia mamma a rassicurarmi: probabilmente una parte di me conserva ancora quella bambina e ogni tanto la lascia venir fuori, per farsi un giro e per ricordare la sensazione di una mano rassicurante, che stringe la tua e ti fa sentire al sicuro da tutto. © Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: RICORDI- PRESSE

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Il pass più inutile della mia storia lavorativa. © Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: RICORDI

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Qualche settimana fa ho visto un film tratto da una storia vera: Still Alice . Bello nella sua realistica crudezza e sicuramente toccante (almeno, per me) Ad un certo punto la protagonista si domanda se i ricordi sono qualcosa che ci appartiene o qualcosa che abbiamo perso.  Ci si può ricamare sopra quanto ci pare, ma alla fine i ricordi sono "solo" il ricordo di qualcosa che avevamo e che ora non abbiamo più (però alla sola condizione di avere ancora la capacità di memoria, ed è questo il punto più importante: poter ricordare, a volte, è un lusso). © Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: L'AMANTE GIAPPONESE

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La felicità non è esuberante né chiassosa, come il piacere o l'allegria. È silenziosa, tranquilla, dolce, è uno stato intimo di soddisfazione che inizia dal voler bene a se stessi.  (Isabel Allende- L'amante Giapponese-) Ho appena finito di leggerlo, ma non è di questo libro che vorrei parlarvi (cioè, se vi va di leggere qualcosa di bello, leggetelo, perché secondo me è un libro bellissimo, ma fate come volete). In realtà sto scrivendo queste righe per me stessa, oltre che per chi avrà voglia di leggermi. Le sto scrivendo per ricordarmi certi stati d'animo.  Questo libro, L'amante Giapponese intendo,  mi ha fatto venire in mente un altro libro, sempre dell'Allende ( La casa degli Spiriti ), ma non è nemmeno di questo libro qui che vi voglio parlare, è solo che il libro dell'Allende mi ha ricordato un altro libro dell'Allende che mi ha fatto venire in mente un'estate, una mia estate, per l'esattezza, una mia estate felice...

UNA FOTO AL GIORNO: DIARIO DI UNA FOTOGRAFA - MONACO HEBDO

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Da bambina, a Monaco ci venivo con i miei genitori: io e la mia mamma ci facevamo un giro e poi aspettavamo, sedute al Cafè de Paris, che  mio padre uscisse dal Casinò.  Ieri, mentre scattavo questa foto in giro per il Principato, riflettevo che mai quella bambina -che attendeva suo padre seduta pazientemente insiema alla sua mamma davanti ad una coppa di gelato- si sarebbe immaginata che un giorno avrebbe saltuariamente collaborato come fotografa con un giornale di Monaco.  (E scommetto che nemmeno mio padre e mia madre lo avrebbero mai immaginato) Quando si dice "i casi della vita"... Monte Carlo, 1 marzo 2017  (da "Diario di una fotografa" di Monica Cillario)   ©MonicaCillario, tutti i diritti riservati.

UNA FOTO AL GIORNO: C'ERA UNA VOLTA

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Ma voi, vi ricordate come vivevate quando il telefonino cellulare non era ancora diventato un prolungamento del nostro avambraccio?  Quando  i computer non erano un elettrodomestico diffusissimo nelle nostre abitazioni (persino più della radio e della televisione)? Quando,  se vi avessero chiesto com'è la tua connessione internet?   voi avreste risposto connessione? cos' è? un nuovo profumo? e inter cheeee? Vi ricordate cosa facevate la mattina, appena alzati, quando il web non sapevamo proprio cosa fosse? Io me lo sono domandato e ho provato a ricordare. Per non partire proprio dalle guerre puniche, ho cercato di ritornare con la mente ai tempi dell'Università (quando la frequantavo io le relazioni -ora chiamate "tesine"- si battevano ancora a macchina e di portatile c'era solo la radiolina o al limite il walkman... ve lo ricordate il walkman? ) . Allora, dicevo: a quei tempi, era la fine degli anni '80, mi alzavo, mi preparavo la caffettiera...

UNA FOTO AL GIORNO: LA CANDELORA

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  Per la tradizione religiosa Cristiana, il 2 febbraio è il giorno della Presentazione di Gesú al Tempio ed è  la festiv ità della Candelora, che si celebra 40 giorni dopo Natale.  E' anche il giorno in cui le donne ebree dovevano andare a farsi purificare al Tempio.  E' quindi una data che ricorda le nostre origini giudaico-cristiane. E però, però, però... esiste qualcosa che si chiama sincretismo religioso e infatti, leggi qua e leggi là, si scopre che questa data cade nello stesso giorno in cui gli antichi romani festeggiavano i Lupercali , una festa che celebrava la fine dell'inverno.  A Roma, intorno al 492 d.C., Papa Gelasio I , decide di sopprimere la festività dei Lupercali e di sostituirla con quella della Candelora, e per addolcire la pillola fa distribuire delle crepes al popolo. Ma perché proprio delle crepes?  Probabilmente perché la forma rotonda e il colore dorato delle crepes simboleggiano il sole che comincia a "rinascere...

UNA FOTO AL GIORNO: MATTINA

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MATTINA M'illumino d'immenso              Giuseppe Ungaretti Il 26 gennaio 1917, Giuseppe Ungaretti compose una delle poesie più famose di tutta la Letteratura Italiana. La scrisse a Santa Maria la Longa, mentre vest iva i panni di un soldato (era un fante) della Prima Guerra Mondiale. Quasi tutti i manuali di Letteratura Italiana, per parafrasare questi versi, fanno riferimento ad un senso assoluto di pienezza e di apertura verso l'esterno nel momento in cui l'uomo si sente in sintonia con l'universo che lo circonda, indipendentemente dalle inquietudini che attanagliano il suo animo. E molto altro ancora si potrebbe dire, ma non è certo la sede adatta per farlo. Io comunque, ogni volta che mi ritrovo a leggere questa poesia (che secondo me è una delle più belle e incisive di tutto il Novecento), ricordo la mamma di due mie care amiche, che era professoressa di Lettere alle scuole medie inferiori e che u...

UNA FOTO AL GIORNO: RICORDI DI UN ANNO CHE STA PER FINIRE #2

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Monica Cillario e Dino Pedriali (e Lisa) - Roma, 2016

UNA FOTO AL GIORNO: RICORDI DI UN ANNO CHE STA PER FINIRE #1

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UNA FOTO AL GIORNO: NATURA MORTA CON RICORDI

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UNA FOTO AL GIORNO: CERTI POSTI

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Certi posti sono come certe persone: ti restano dentro, finché respiri