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UNA FOTO AL GIORNO: UN SABATO DI GENNAIO

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Come trascorrere un uggioso sabato pomeriggio di gennaio? Noleggiando un film, per esempio.  Io ho noleggiato " Guernica, cronaca di una strage ". Che dire?  Posto che non sono un critico cinematografico, il film, a mio modesto avviso, si lascia vedere.  Certo, alcuni stereotipi, tipo la fotografa d'assalto, che secondo me era uno scimmiottamento della povera Gerda Taro (una delle fotografe che hanno fatto la storia, lasciandoci purtroppo la vita nella Storia che stava documentando),  oppure, sempre la suddetta fotografa che prende in foto il miliziano morente nell'atto di morire (altro richiamo alla Taro per chi, come la sottoscritta, è convinta che la foto  fosse sua, oppure a Capa, per coloro che credono che sia stata scattata da lui), nella migliore delle ipotesi fa un po' sorridere. Ad ogni buon conto, ripeto,  il film si lascia vedere e poi c'è una cosa che io ho apprezzato molto: il fatto che, oltre a denunciare quella che è sicura...

GERDA TARO, UN MITO TROPPO SPESSO DIMENTICATO

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Père-Lachaise: Tomba di Gerda Taro creata da Alberto Giacometti Il 25 luglio 1937 fu un giorno critico e drammatico nella storia della Guerra Civile Spagnola: le truppe del generale Franco avevano infatti riconquistato il piccolo villaggio di Brunete, a ovest di Madrid, i repubblicani erano stati costretti a battere in ritirata sotto un tiro incrociato e in mezzo a loro si trovava anche una giovane fotografa di nome Gerda Taro . Gerda non smetteva di fotografare tutto l’orrore che le si parava dinnanzi agli occhi, correndo i medesimi rischi dei combattenti per la libertà con la quale lei stessa condivideva la quotidianità di quei giorni crudeli. Per continuare a scattare la sua serie di foto, la Taro saltò sulla pedana di un camion (clicca per continuare a leggere) © Monica Cillario - Osservatorio Digitale