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UNA FOTO AL GIORNO: E' RIMASTO IL SILENZIO

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Un tempo quello era il chiostro della musica, poi un mostro lo ha trasformato in un grido di terrore e adesso il terrore si è trasformato in un doloroso silenzio. Io non lo so se le note  torneranno  a risuonare in quel gazebo; personalmente credo che la vita debba andare avanti e quindi dovrebbero creare un memoriale apposito, perché si deve continuare a vivere (lo si deve anche a loro che non ci sono più), ma al tempo stesso non si deve -e non si pu ò- dimenticare. La Promenade passa proprio lì e in quel punto preciso c'è un semaforo e la notte, quando diventa rosso e tu passi d a quelle parti in auto e ti fermi in attesa del verde, inevitabilmente volgi lo sguardo da quella parte e ti assale un senso di angoscia e, credo, anche di rabbia. Durante queste feste ho sempre rivolto un pensiero a quelli che hanno perso una persona (o addirittura un'intera famiglia) in quell'attentato e anche se nessuno ne ha più parlato, io so che loro c'erano, so che esistevano...

UNA FOTO AL GIORNO: BOLOGNA CENTRALE

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Quel giorno ero in vacanza nella casa di montagna dei miei genitori; avevo 13 anni. Di solito discutevo con i miei (in particolare con mio padre), perché volevo vedere "Maratona d'estate": io amavo la danza classica... i miei genitori, no. Il problema era che il programma di Vittoria Ottolenghi non si incastrava bene con gli orari del tg1 e mio padre e mia madre seguivano quel telegiornale, all'ora di pranzo. E allora giù baruffe e bronci da parte della sottoscritta. Ecco, ricordo che quel giorno non ci furono discussioni: guardammo tutti il tg1. E si fermarono le danze. Quando c'è un atto di terrorismo le danze si fermano sempre, perché cala il sipario sulla civiltà.