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UNA FOTO AL GIORNO: LANZAROTE

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Iniziare la settimana andando il libreria... © Monica Cillario

UNA FOTO AL GIORNO: AMO LEGGERE #2 - L'HERNE- HOUELLEBECQ

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26 Février 2005. 11 heures du soir ... Je n'ai pas eu une vie heureuse. J'ai quarante-sept ans aujourd'hui. (Michel Houellebecq, "Mourir") “Se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza, dobbiamo aprire un libro: là in fondo, nell’angolo più oscuro del capitolo, c’è una frase scritta apposta per noi ”   (Pietro Citati)

UNA FOTO AL GIORNO: C'ERA UNA VOLTA

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Ma voi, vi ricordate come vivevate quando il telefonino cellulare non era ancora diventato un prolungamento del nostro avambraccio?  Quando  i computer non erano un elettrodomestico diffusissimo nelle nostre abitazioni (persino più della radio e della televisione)? Quando,  se vi avessero chiesto com'è la tua connessione internet?   voi avreste risposto connessione? cos' è? un nuovo profumo? e inter cheeee? Vi ricordate cosa facevate la mattina, appena alzati, quando il web non sapevamo proprio cosa fosse? Io me lo sono domandato e ho provato a ricordare. Per non partire proprio dalle guerre puniche, ho cercato di ritornare con la mente ai tempi dell'Università (quando la frequantavo io le relazioni -ora chiamate "tesine"- si battevano ancora a macchina e di portatile c'era solo la radiolina o al limite il walkman... ve lo ricordate il walkman? ) . Allora, dicevo: a quei tempi, era la fine degli anni '80, mi alzavo, mi preparavo la caffettiera...

UNA STRANA GUERRA SI AGGIRA PER L'EUROPA

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Sono ritornata in Francia pochi giorni dopo gli attentati del 13 novembre ed ho avvertito un’atmosfera cupa, pesante: un’atmosfera di guerra. Questa però è una guerra nuova, diversa da quelle che conosciamo attraverso le pagine dei libri di storia. É una guerra che c’è ma non si vede, se non all’ultimo momento, quando viene illuminata dalle scintille di un kalashnikov che falcia un’intera redazione di giornale, colpevole di aver creduto alla libertà di espressione; che fredda un poliziotto, senza pietà, senza umanità, solo perché il destino, una fredda mattina di gennaio, lo ha messo sulla strada sbagliata in un momento sbagliato; che uccide gente comune, colpevole di essere ebrea e di aver deciso di far le commissioni in un supermercato kasher; o ancora, che sbriciola l’esistenza di decine di persone uscite per cenare in compagnia di amici o per ascoltare un concerto. Il fatto che sia strana, non la rende meno guerra e meno dolorosa e sanguinosa; non la rende nemmen...