PETITS RIENS: LE TRE GRAZIE
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Visti da dietro #2: Le Tre Grazie- Giardini Albert 1er |
Fotografando le Tre Grazie della
fontana dei giardini Albert 1er di Nizza, mi sono venute in mente altre Tre Grazie.
La storia è questa.
Alla fine del 2010, il Museo del Louvre di Parigi lanciò una campagna
che presentava una richiesta inedita, chiedeva ai comuni cittadini (del mondo,
non necessariamente solo parigini o francesi), di contribuire con un’offerta
libera all’acquisizione dell’opera di un maestro del Rinascimento: “Le Tre Grazie” di Lucas Cranach il
Vecchio.
Risultato? Grazie al sostegno di ben 7200 donatori, oggi al Louvre si possono ammirare “Les Trois
Graces”.
Le Grazie sono un soggetto celebre
fin dall’antichità e hanno dato origine a numerose varianti mitologiche;
rappresentano l’allegria, l’abbondanza e lo splendore.
Lucas Cranach il Vecchio è un punto d’incontro tra il
realismo pittorico del Nord Europa e la più fantasiosa e immaginifica pittura
italiana, dal tocco vellutato. La sua è una versione estremamente personale e
volontariamente ironica di queste fanciulle mitologiche.
Fino al 2010 questo quadro era
sempre stato in mano a privati e mai esposto in pubblico. Il Louvre aveva
“racimolato” tre quarti del denaro necessario per l’acquisto, ma non l’intera
somma ed aveva a disposizione solo tre mesi per raggruppare il milione di euro
che ancora mancava. Da qui l’idea geniale: chiedere alla gente comune di
contribuire all’acquisto.
Inizialmente sembrò una follia e
invece, in un solo mese, venne raggiunta la cifra mancante. Ben
settemiladuecento donatori privati, insieme ad una dozzina di imprese
(anch’esse comunque per la maggior parte private) si sono mobilizzati per
questa eccezionale acquisizione.
Ora, insieme alla Gioconda e alla
Nike di Samotracia, sono sicuramente una delle icone del Louvre. Ovviamente sul
sito del Louvre si può trovare la lista di tutti i donatori.
Questa storia mi affascina: prima di tutto porta un po’ di
speranza nei confronti dell’umanità e poi è la dimostrazione che l’uomo, preso
singolarmente, è ancora un individuo sul quale si può contare. Inoltre, ma non
ultimo, tutta questa faccenda mi piace perché in fondo è un’esaltazione dei petits riens, cioè di quei piccoli
niente che secondo la mia personale filosofia di vita, rendono questa nostra
esistenza degna di esser vissuta.
Molti donatori hanno contribuito
con anche meno di 10 euro, quindi con piccoli niente, ma tanti piccoli niente
fanno un grande tutto. Il Louvre di questa cosa ne ha preso atto e ha aperto un
link apposito sul sito, uno spazio in cui ogni cittadino del mondo può contribuire,
con il suo piccolo niente, al mantenimento in buona salute di questo
meraviglioso museo che è sì, francese, ma appartiene all’umanità intera, come
tutte le cose belle.
©MonicaCillario
©MonicaCillario
Non sapevo di questa storia. Priam o poi tornerò a parigi.
RispondiEliminabeh, sai come si dice, no? Parigi val bene una messa ;-) Buona giornata!
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