giovedì 1 dicembre 2016

IMMAGINI E PAROLE: WOODY ALLEN

“Le parole più belle che uno
possa desiderare di sentire
 non sono più 'Ti amo',
ma 'Non si preoccupi, è benigno!'.” (Woody Allen)
 

mercoledì 30 novembre 2016

UNA FOTO AL GIORNO: AMA E FA CIO' CHE VUOI









Quando dico che uno che ha creato gli occhiali da sole come li ha creati lui (e tutto il resto del brand), per me è un genio e quello che fa nella sua vita privata sono esclusivamente fatti suoi, lo dico perché lo penso davvero.
Sono di Torino e chi nasce a Torino, in un modo o nell'altro con la famiglia Agnelli ci fa i conti; personalmente io li ho fatti per  svariati motivi - anche- familiari che non sto qui a spiegare; mio padre apprezzava Gianni Agnelli per tutta una serie di ragioni, che io però non condividevo affatto. Un mio ex (che aveva una concessionaria FIAT), mi diceva che se l'Avvocato gli avesse dato la mano lui non se la sarebbe lavata per giorni... è un ex che non ho mai rimpianto. Detta in soldoni: non sono mai stata una fan della famiglia Agnelli, MA... Lapo invece l'ho sempre apprezzato. 
Lo vidi una volta, sarà stato il 2007 o il 2008, non ricordo,  a Parigi, seduto sul muretto della metropolitana, davanti a un cinema, con altri amici; ovviamente non mi fermai, però ricordo che mi fece una bella impressione.
L'anno scorso, sul tram 8, ero seduta che mi facevo i fatti miei e avevo in testa gli occhiali da sole, quelli famosi, sì, i famosi occhiali da sole in vellutino; li avevo comprati dall'ottico a Trastevere: ero entrata per cambiare le lenti da vista e vidi quegli occhiali... un
coup de foudre!
"Sai, sono quelli di Lapo Elkann, ma non lo sbandieriamo perché... beh, sai com'è... " (era già successo il fatto di Patrizia, il "pasticciaccio", come lo chiamarono alcuni). E io dissi: "Ma che importa? Sono bellissimi!" e l'ottico: "Infatti, anche a me piacciono molto e io apprezzo tanto anche lui, ma sai com'è, dobbiamo vendere e... ". Lo interruppi e  tagliai corto: "Non tutti hanno buon gusto! Prendo quelli". 
Ho amato quegli occhiali tanto da perderli proprio perché li portavo sempre con me. Il mio compagno quando li ho persi me ne ha subito regalato un altro paio (questa volta blu, perché in Francia quelli rossi non c'erano). 
Quindi dicevo: l'anno scorso ero sull'8, con in dosso gli occhiali da sole (quelli in vellutino blu), seduta, mi facevo i fatti miei e ad un tratto la signora davanti a me mi disse: "Ah, quegli occhiali... lei ha buon gusto". Io sorrisi e lei continuò: "Sa, "lui" l'ho incontrato proprio questa mattina, lavoro nel suo team, persona eccezionale". Io sorrisi ancora e per farle capire che avevo capito chi era quel "lui", dissi, "io sono di Torino e Lapo è l'unico Agnelli che apprezzo e che trovo simpatico". Pronunciai il suo nome, forte e chiaro: Lapo. Sì, Lapo, il nome che persino chi vive con i profitti della sua creatività non osa pronunciare, come se fosse un appestato... 
Il mondo è davvero pieno di cretini benpensanti (e anche un po' opportunisti). Il mondo è degli untori. Per questo non c'è molto posto per i vari Lapo, per questo, però, io sto con Lapo. 
"Ama e fa ciò che vuoi", disse qualcuno la cui madre portava il mio nome. 
Ecco, Lapo, ama e fai ciò che vuoi, e  continua a creare, non fermarti. Non lasciare che ti fermi nessuno, nemmeno i lupi travestiti da agnelli.

©MonicaCillario

martedì 29 novembre 2016

UNA FOTO AL GIORNO: INCONTRI- DONALD SUTHERLAND

Donald Sutherland, Membro della giuria al Festival di Cannes 2016



Quando  sul red carpet di Cannes, in mezzo al caos di click, di urla, di star, controstar e compagnia cantante, l'ho chiamato per fotografarlo e lui si è girato per concedersi al mio obiettivo, mi è venuto in mente, in un lampo,  Die Nadel, il personaggio de "La cruna dell'ago", un film che ho amato moltissimo e... confesso: ho sentito un brivido lungo la schiena. Lui è fantastico, un bravissimo attore e un uomo di gran classe.


Fotografare attori, scrittori, personaggi famosi è il mio mestiere, quindi dopo un po' ci si fa l'abitudine, si fa il callo, per dirla in gergo. Ma per alcuni si riesce ancora ad emozionarsi, io almeno mi emoziono ancora. 


©MonicaCillario tutti i dirittti riservati

( Cannes, maggio 2016 dal "Diario di una fotografa")