venerdì 24 febbraio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: DAL FINESTRINO DI UN'AUTO IN CORSA #3



Ieri, passando in auto sulla Promenade, riflettevo sul fatto che mi trovavo in uno dei posti più belli al mondo (non è l'unico, ce ne sono altri, ma è comunque nella lista dei posti più belli del mondo); la Promenade des Anglais è talmente bella che è bella anche quando il tempo è brutto.



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giovedì 23 febbraio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: ROSSO COME LE FRAGOLE TAGADA'






Il rosso è il colore della forza, del coraggio, dell'intraprendenza.
In una stanza dalle pareti rosse,  il nostro ritmo cardiaco tende ad accelerare. Dunque, se soffrite d'insonnia, evitate il colore rosso nella stanza in cui dormite.
Il rosso è spesso associato all'amore: regala rose rosse l'amante che vuol dichiarare la propria passione alla sua amata.
Nell'antichità il rosso simboleggiava la vita: esprime ancora oggi la gioia, la salute e la vittoria sugli ostacoli dell'esistenza.
Nell'ebraismo il rosso è usato in una serie di espressioni derivanti dalla parola "dam", che significa sangue; e nel pensiero ebraico il sangue simboleggia la vita.
Brahma, il dio creatore del mondo per la religione induista, è rappresentato in rosso.
Nella religione cristiana invece, è lo Spirito Santo ad essere rappresentato sotto forma di fuoco e quindi di colore rosso.
Il 1° Chakra, che rappresenta le nostre radici, il nostro legame con la Madre Terra, è di colore rosso.
Il rosso indica anche il legame di relazione con nostra madre e rappresenta la nostra vitalità. 
Quando una persona è anemica, e quindi manca di globuli rossi, non si sente forse più affaticata e priva di energia?
Il colore rosso è collegato a tutto ciò che è sacro e con il rosso si recupera forza e volontà di creazione. 
Quando il 1° Chakra è ben aperto,  riusciamo a manifestare pienamente la nostra creatività, inoltre evolviamo mentalmente e la nostra coscienza si espande. A quel punto parliamo meno e ascoltiamo di più. Non sentiamo troppo il bisogno di esprimerci ad ogni costo, perché "sappiamo" e tanto basta.
Il rosso è comunque il colore degli esibizionisti per eccelllenza. Quando una persona predilige il rosso non dobbiamo aspettarci di trovarci davanti un carattere debole e influenzabile. Chi ama il rosso non ha paura di niente, vuol essere notato e di sicuro non passa inosservato. Per questo il rosso è un colore difficile da indossare ma anche da guardare, da sopportare insomma.
La personalità di chi ama il colore rosso è alquanto capricciosa, esclusiva, impulsiva, vulcanica (ha attacchi repentini di collera ma altrettanto repentinamente si placa). La sua arroganza è leggendaria, ma è anche un buon leader, aperto  al nuovo ed espansivo. Alcuni lo credono invincibile, altri, al contrario, lo detestano e faranno di tutto per ostacolarlo.
Brevemente: vi piace il rosso? chi vi sta intorno vi ritiene una persona sicuramente brillante ma pensa che di voi si deve anche un po' diffidare e sicuramente preferisce avervi come alleato piuttosto che come nemico.
 Tutta questa pappardella per dire che non amo vestirmi di rosso, però vado ghiotta per le fragole (anche quelle del barattolo)


©Monica Cillario

mercoledì 22 febbraio 2017

UNA FOTO AL GIORNO, ANZI NO, UN VIDEO: PER IL BAGNETTO METTITI IN FILA

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Di Cheri vi ho già parlato qualche anno fa; da allora lui è cresciuto, si è ambientato e, dopo un periodo in una gabbia separata (prima da solo e poi con la prima figlia di Rorò e Kikì), ho deciso di provare a mettere anche lui nella gabbia con tutti gli altri e... l'esperimento è riuscito! Lui è stato accettato da tutti e si è ambientato bene. È molto allegro insieme ai suoi compagni e si fa rispettare. Ovviamente è guardingo, perché sa di essere più indifeso, ma devo dire che anche gli altri inseparabili credo che sappiano che lui è più debole e quindi, alla fine, lo rispettano. Ora vivono tutti insieme appasionatamente, si vogliono bene e si fanno compagnia (certo, qualche volta litigano un po', ma questo capita anche nelle migliori famiglie). 
Quando è l'ora del bagnetto Cheri è sempre il primo della fila: non può volare, ma sa nuotare molto bene e adora l'acqua.

martedì 21 febbraio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: ROSSO COME UN PIANOFORTE ROSSO

Il colore rosso incarna la potenza, la forza e l'energia; rappresenta la passione e il coraggio, ma anche l'amore e il suo contrario, ossia l'odio.

lunedì 20 febbraio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: PULCINELLOPAEDIA SERAPHINIANA



Anni fa, a Roma, con un amico, andai a casa di Luigi Serafini: casa coloratissima, davvero un appartamento d'artista. 
Lui fu molto simpatico e gentile e vedere questo suo nuovo libro in bella mostra alla Fnac di Nizza mi ha rallegrato il cuore. 
W gli artisti (e se sono italiani, tanto meglio -anche se l'arte non conosce confini, questo va detto-)

sabato 18 febbraio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: CARNEVALE A NIZZA


Il re dell'Energia è il re del Carnevale di Nizza 2017

Le origini del Carnevale di Nizza ci riportano al Medioevo: a quell'epoca i nizzardi si abbuffavano con una cucina ricca e abbondante, prima di digiunare durante la Quaresima.
Era un periodo di feste con balli, maschere, spettacoli di divertimento vario e tutti si prendevano gioco di tutti e facevano scherzi salaci, nascosti dietro delle maschere e dei travestimenti. 
Era anche il periodo in cui il popolino poteva illudersi di valere qualcosa di più del misero sacco di stracci che portava addosso, perché, sempre grazie ai costumi, ci si trasformava in quello che non  si era ma si desiderava essere, per un periodo di tempo breve ma intenso, fino al Martedí Grasso. Poi, il mercoledì successivo, ci si cospargeva il capo di cenere e iniziavano i 40 giorni di penitenza e di magra.
Uno dei primi accenni al carnevale nizzardo risale al 1294: una cronaca dell'epoca segnala che, durante il suo soggiorno a Nizza,  Carlo d'Angió, conte di Provenza,  disse di aver trascorso delle giornate molto divertenti durante il Carnevale.
Il primo corteo di carri venne fatto sfilare nel 1830, in onore di Carlo Felice e di Maria Cristina, sovrani di Piemonte e Sardegna.
A partire dal 1873, un certo Andriot Saëtone, nizzardo, fondó il "Comitato delle Feste" che, sotto il patronato del Comune, si incaricò di organizzare tutto il periodo festivo del Carnevale, con sfilate di carri, tribune a pagamento allestite per vedere i carri comodamente seduti, insomma, tutta una messa in scena organizzata ad arte.
Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, il Carnevale, per diversi anni non potè svolgersi, per ovvi motivi. 
Nel 1991, il Carnevale doveva essere presieduto dal Re dei Folli, ma la Guerra del Golfo, impedì che si svolgessero i festeggiamenti.
Quest'anno il Carnevale 2017 ha come sovrano il Re dell'Energia, ma, un po' per la tristezza dei recenti attentati e un po' per la paura di altri atti terroristici, è iniziato sottotono e con meno partecipazione di nizzardi e di turisti.



Personalmente il Carnevale mi ha sempre messo tristezza e l'ho sempre trovato una celebrazione della decadenza e quindi l'unico Carnevale che mi piace è quello di Venezia, perché, se decadenza dev'essere, che almeno lo sia in grande stile. Alcuni amici del posto mi hanno però detto che anche a Venezia il carnevale non è più quello di una volta:  abiti e maschere  non sono praticamente più quelli delle sartorie veneziane, ma sono patacche cinesi. Se così fosse, allora non solo non c'è più religione, non ci sono più le stagioni, eccetera, eccetera, ma non c'è nemmeno più la decadenza con un certo stile. Peccato.




©Monica Cillario