lunedì 16 gennaio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: NON AMO




Qualche giorno fa ho letto un articolo che parlava di una certa Lisa Nola, diventata scrittrice facendo liste; sì, avete capito bene, scrive libri di liste. 
Questa cosa mi ha incuriosita e così ho cercato notizie su internet: non mi pare sia stata tradotta in italiano, o almeno io non ho trovato nulla su di lei e sulle sue liste in lingua italiana, però su amazon.com c'è una lista delle sue liste che sono diventate libri: c'è la lista dei film, la lista della musica, la lista del mio (suo) sè interiore, la lista delle cose straordinarie della sua vita, non ultima la lista della sua vita futura, ossia la lista di ciò che spera di fare in futuro.
Lisa Nola è una giovane newyorkese che consiglia di fare delle liste su qualsiasi cosa; lo scopo? secondo la Nola una lista può aiutarci a riflettere meglio e più a fondo. La sua prima lista riguardava sua nonna, che lei ha voluto ricordare subito dopo la sua morte scrivendo, appunto, una lista di com'era, poi ha continuato facendo una lista sulla sua vita in generale, compilando una lista su ciò che l'aveva più colpita delle persone con cui aveva lavorato, poi una lista delle cose che amava fare più spesso, il tutto per poi arrivare a scrivere un libro che comprendesse tutte queste liste. Era il 2007 e il libro, in America, ebbe un notevole successo e questo la incoraggiò a scriverne altri e altri e altri, tutti sulle liste, che - sostiene lei- sono indispensabili alla sua vita di tutti i giorni. 
Leggendo l'articolo mi è venuto in mente che io scrivo liste di questo genere da tanti anni; ogni tanto prendo un foglietto e butto giù una lista, ma forse sono nata dalla parte sbagliata del mondo, perché credo che da noi un libro di liste, ad un editore, non interesserebbe più di quanto possa interessare una lista della spesa. 
Comunque, visto che voi non siete editori, ma gentili affezionati del mio blog, vi regalo la prima delle mie liste (l'avevo stilata gli ultimi giorni dello scorso anno, mentre bevevo un caffè e pensavo al veccho anno che stava per lasciarci): era la lista di quello che Non Amo, buttata giù di getto, come dovrebbe essere una lista. 
E un consiglio: non buttate la vostra lista della spesa, che un giorno potrebbe diventare un libro, non si sa mai...


LISTA DI QUELLO CHE NON AMO

Non Amo:

- stirare
- pulire la caffettiera
- cambiare l'acqua del beverino dei miei pappagallini
- riordinare la spesa del supermercato
- venire tradita da chi amo
- la crosta della pizza
- la pasta scotta
- il brodo freddo
- ripiegare i panni asciutti
- i pettegolezzi
- alzarmi presto la mattina
- gli insetti
- l'odore della benzina
- dover far buon viso a cattivo gioco
- gli egoisti
- i mitomani
- il gioco d'azzardo
- rinunciare ai miei sogni
- il latte
- i cinepanettoni
- i sindacalisti
- i venditori di fumo
- mangiare in piedi
- i sandali con le calze
- le caramelle all'anice
- quelli che parlano con la bocca piena
- i nostalgici del comunismo
- gli arroganti
 ( e non necessariamente in quest'ordine)


©MonicaCillario






martedì 10 gennaio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: E' RIMASTO IL SILENZIO




Un tempo quello era il chiostro della musica, poi un mostro lo ha trasformato in un grido di terrore e adesso il terrore si è trasformato in un doloroso silenzio. Io non lo so se le note  torneranno  a risuonare in quel gazebo; personalmente credo che la vita debba andare avanti e quindi dovrebbero creare un memoriale apposito, perché si deve continuare a vivere (lo si deve anche a loro che non ci sono più), ma al tempo stesso non si deve -e non si può- dimenticare.
La Promenade passa proprio lì e in quel punto preciso c'è un semaforo e la notte, quando diventa rosso e tu passi da quelle parti in auto e ti fermi in attesa del verde, inevitabilmente volgi lo sguardo da quella parte e ti assale un senso di angoscia e, credo, anche di rabbia. Durante queste feste ho sempre rivolto un pensiero a quelli che hanno perso una persona (o addirittura un'intera famiglia) in quell'attentato e anche se nessuno ne ha più parlato, io so che loro c'erano, so che esistevano persone che non avevano nulla da festeggiare ma solo un'immenso dolore da affrontare e un vuoto siderale con cui fare i conti. Certo, le vittime sono ovunque nel mondo, ma io è qui che vivo ed è con questo strazio che faccio i conti, ogni giorno. In quanto al perdono, quello lo lascio a Dio e io non ho la presunzione di esser Dio.

©MonicaCillario


lunedì 9 gennaio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: LA FESTA E' FINITA #2






Le vacanze natalizie sono finite. Alcuni tireranno un sospiro di sollievo, altri invece no; sia come sia, parafrasando Epitteto, ricordiamoci che noi non possiamo scegliere le circostanze esteriori, ma possiamo però sempre scegliere il modo in cui ci relazioniamo con esse. Quindi, bando alla tristezza e affrontiamo il nuovo anno a muso duro (o almeno proviamoci). Io per consolarmi della tristezza lasciata dall'angolo vuoto in cui c'era l'albero di Natale con le sue luci, ho preso una bella pianta, l'ho spostata proprio in quell'angolo (facendo attenzione che prendesse comunque la luce!) e le ho avvolto intorno delle lucine colorate che illumineranno le mie serate invernali. Poi ho anche riletto Pessoa, fra i miei autori preferiti perché sapere che è esistito mi aiuta ad andare avanti. Vi lascio una sua frase: è in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo... La vita è ciò che facciamo di essa...

sabato 7 gennaio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: LEGGETE PER VIVERE

Leggete per vivere (Gustave Flaubert)



I libri mi salvano la vita, tutti i giorni, fin da quando ero una ragazzina; ma non dico nulla di eccezionale: i libri, scommetto, salvano la vita da sempre anche a molti di voi. La befana non mi ha portato il carbone (non credo sia perché sono stata buona, propendo di più a pensare che si tratti di bontà d'animo -suo-). Dicevo: la befana non mi ha portato carbone bensì libri: 

- Daphne, di Tatiana De Rosnay, Neri Pozza

- Odio sentirmi una vittima, Susan Sontag- Jonathan Cott, Il Saggiatore

- La maladie comme métaphore, Susan Sontag, Collection Titres


(l'ultimo me lo ha portato in francese perché in Italia La malattia come metafora è fuori edizione da diverso tempo).


P.S.: poi vi dirò qualcosa su questi libri, ma solo se mi saranno davvero piaciuti e/o interessati.

venerdì 6 gennaio 2017

TUTTI QUANTI VOGLION FARE JAZZ...



L'attore e compositore afro-americano Scatman Crothers sostituì all'ultimo momento Louis Armstrong, che inizialmente doveva interpretare il ruolo del personaggio di Scat Cat e che invece dovette rinunciare per motivi di salute. 
Il successo della canzone Alleluja, tutti jazzisti divenuta un classico della discografia Disney, sia nella versione francese che in quella americana è dovuto proprio a Scatman Crothers, classe 1910 (morto nel 1986). 
Qui vi propongo invece uno stralcio dalla versione italiana, dove il doppiatore di Scat Cat era Corrado Gaipa.

giovedì 5 gennaio 2017

UNA FOTO AL GIORNO: ITALIANI NEL MONDO- CATERINA de MEDICI

Caterina de'Medici - statua in cera- casa museo di Nostradamus a Salon de Provence


Unica figlia di Lorenzo II de 'Medici, duca d'Urbino e di Madeleine de La Tour d'Auvergne (che morirono entrambi nel 1519, anno della sua nascita), Caterina Maria Romula di Lorenzo de' Medici, al secolo Caterina de' Medici (Firenze, 13 aprile 1519- Castello di Blois (Francia), 5 gennaio 1589 ) sposó Enrico II di Francia e divenne quindi regina di Francia dal 1547 al 1559. 
Dal 1559 fu regina madre ed ebbe una notevole e duratura influenza nella politica francese. Il suo nome e la sua fama sono legate alle guerre di religione che vennero combattute proprio negli anni del suo regno. 
La leggenda e le cronache popolari la dipingono come una donna altera, vendicativa, ambiziosa e malvagia, pronta a tutto pur di mantenere il potere. Ma la storiografia moderna le ha reso giustizia, descrivendola piuttosto come una delle più importanti regine di Francia, impegnata, pur con alcuni errori di valutazione e di strategia, a promuovere la tolleranza; cercó il più possibile le vie della conciliazione per  assicurare la continuazione della dinastia dei Valois.
Resta il fatto che ebbe un ruolo chiave nel massacro della Notte di San Bartolomeo e questo contribuisce a farne un personaggio a tinte fosche.