STAMPARE PER NON DIMENTICARE
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Fotografia di Giulio Limongelli stampata in camera oscura da file digitale su carta Ilford Portfolio |
Giorni fa ho letto un’opinione espressa da Sebastião Salgado che diceva così: La fotografia è in via di estinzione: le restano al massimo 20 o 30 anni di vita.
Siccome Salgado non è proprio il primo che passa per la strada, anzi è
uno dei fotografi viventi fra i più premiati e apprezzati al mondo, le
sue parole mi hanno fatto riflettere, molto.
Il famoso fotografo brasiliano sostiene che la fotografia sta
soccombendo e la sua estinzione è dovuta al fatto che quello che vediamo
su Instagram o sui telefoni cellulari non è fotografia. Non lo è per un
motivo molto semplice: “La fotografia è un oggetto materializzato
che si stampa, si ha, si guarda (…) è ciò che i tuoi genitori hanno
fatto quando tu eri bambino. È qualcosa di intrinseco, che si tocca.
Oggi esistono solo immagini e le immagini non sono fotografia e il
processo di eliminazione della fotografia è in corso”.
Se ci riflettete, in effetti da quando gli smartphone sono diventati
l’estensione del nostro braccio abbiamo assistito a un’impennata senza
precedenti nella produzione di immagini; l’avvento dei social network ha
contribuito ulteriormente a questa “bulimia” perché ha reso la pratica
fotografica un fenomeno di massa.
Tutti oggi fotografiamo tutto, col solo scopo di postarlo in rete.
Siamo davanti ad un panorama mozzafiato? Prendiamo il nostro telefonino,
scattiamo una foto e la postiamo su Instagram. Stiamo bevendo un
aperitivo o mangiando un piatto prelibato? Estraiamo il cellulare,
facciamo una foto e la mettiamo su Facebook.
La fotografia è diventata un bene di consumo, un oggetto visivo da consumare in tempo reale.
Mentre riflettevo su tutte queste cose, mi sono ricordata che all’inizio
dell’estate mi era arrivato un comunicato stampa dal titolo L’importanza della stampa nella fotografia di oggi: la Retro-innovazione di Giulio Limongelli tra analogico e digitale,
dove veniva messa in evidenza la considerazione che l’immediatezza
della smartphone photography e la diffusione della cultura dell’immagine
a livello capillare stanno comunque producendo una problematica di
grande valore storico-sociale. (continua a leggere)
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